Centro Yoga Shanti Ragusa


Vai ai contenuti

articoli

Yoga e alimentazione
pubblicato da “Il sole24 ore – salute24"

Praticare yoga regolarmente e mangiar sano: due comportamenti che hanno dimostrato di essere associati, secondo una ricerca condotta dagli studiosi americani del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle e pubblicata sul Journal of the American Dietetic Association.?“Grazie ai nostri test, possiamo affermare che i soggetti di mezz`età che che frequentano corsi di yoga prendono nel corso di 10 anni meno peso degli altri, indipendentemente dalla pratica di attività fisica in generale e di eventuali e particolari regimi dietetici – afferma Alan Kristal, autore dello studio –. Merito di una sorta di `consapevolezza`, acquisita attraverso lo yoga in maniera diretta o indiretta, che influenza i comportamenti alimentari. ?Gli yogi, sostengono i ricercatori, imparano a mangiare in modo equilibrato – si nutrono se hanno fame e smettono quando sono sazi – prendono meno peso di chi invece mangia anche se non ha appetito, per ansia o depressione. Questo legame tra la disciplina orientale e l`alimentazione non è stato rintracciato nel caso di altri tipi di sport. ?Ancor prima di ricorrere a diete e complicati calcoli calorici, quindi, promuovere anche con il supporto dello yoga un giusto approccio all`alimentazione, fatto di porzioni non eccessive e cibi sani, potrebbe essere la chiave di volta per tenere d`occhio il peso corporeo.
Di C.S. (10/08/2009)

Lo Yoga mette a disposizione le tecniche necessarie per vivere sani, ma un'alimentazione scorretta può rendere inutile il lavoro fatto: l'energia sottile che circola nel corpo in seguito agli esercizi di Yoga può trovare degli ostacoli negli organi di digestione appesantiti dalle tossine accumulate, infatti cibi inadeguati e poco sani accumulano nell'organismo sostanze tossiche che richiedono un grande fatica per essere eliminate.
Il cibo costituisce una delle maggiori fonti di energia fisica e contribuisce alla formazione della
LINFA, materia prima attraverso la quale tutte le ghiandole producono i rispettivi ormoni. La medicina ufficiale descrive la linfa come un "fluido" che trasporta in tutto il corpo sostanze nutritive, sostanze di scarto e globuli bianchi attraverso il cosiddetto "sistema linfatico" : complessa rete, parte del sistema immunitario, costituito da organi linfoidi tra cui midollo osseo, milza e timo. Lo Yoga attribuisce importanza fondamentale alla linfa considerandola cibo per il cervello infatti una scarsità di linfa limita le funzioni del cervello e dell'intelletto. Una dieta ricca di verdura a foglia verde è indispensabile per la sua produzione poiché la clorofilla è un catalizzatore che ne favorisce la formazione. La linfa dona vitalità e vigore al corpo e produce il fulgore delle cellule creando un'aura e uno splendore che si può ritrovare nelle persone senzienti (pure, armoniose). Queste caratteristiche "divine" descrivono la parola latina "vegetare" dalla quale è derivato il termine " vegetariano"; la dieta vegetariana si riferisce al "cibo per gli dei" e non , come generalmente si crede, alla dieta di chi si nutre di soli vegetali.
Un sistema linfatico ben sviluppato e un'apporto adeguato di linfa sono fattori indispensabili per uno sviluppo adeguato della mente. (Shrii Shrii Anandamurtiji)
Nello Yoga il corpo è chiamato annamaya kosha, una parola Sanscrita che significa “fatto di cibo”, a sottolineare lo stretto legame fra cibo, corpo e mente. Il corpo è considerato infatti il primo livello della mente, quello più materiale e esterno, lo strumento con cui la mente interagisce con il mondo. Nello Yoga il cibo è classificato in base alle tre forze cosmiche che danno origine alla creazione: Sattva, Raja, e Tamas. Il cibo Sattvico o senziente è quello in cui prevale la forza sattvica, progressiva, che aiuta l’evoluzione fisica, mentale, e spirituale, e lo sviluppo completo dell’essere umano. Il cibo Rajasico o mutativo è quello in cui prevale la forza rajasica, la forza dell’attività e del cambiamento, in perenne movimento e agitazione. E il cibo Tamasico o statico è quello in cui prevale la forza tamasica, statica e inerte, che ostacola lo sviluppo mentale e spirituale. I cibi Rajasici e Tamasicisono sconsigliati a chi pratica lo Yoga e la meditazione, mentre sono indicati i cibi Sattvici o senzienti.

Sono Cibi Sattvici la frutta, la maggior parte dei vegetali, i semi e le noci, i cereali e derivati, latte e latticini, quantità moderate di erbe aromatiche e spezie. Questi cibi rendono il corpo armonico e puro e la mente chiara e concentrata, contribuendo così a mantenere la salute e la pace mentale e favorendo lo sviluppo spirituale.
I
Cibi Rajasici sono il caffè, il tè, la cioccolata, le bevande gassate, le spezie piccanti in grande quantità, alcuni cibi fermentati e alcuni medicinali allopatici. Sono cibi che agiscono come stimolanti o creano gas e molto calore nel corpo, portando uno stato d’irrequietezza e agitazione.

I Cibi Tamasici invece sono la carne, il pesce, le uova, e i loro derivati, l’aglio, la cipolla e i funghi, le bevande alcooliche, le sigarette e il tabacco, tutti i tipi di droghe e i cibi guasti. Sono cibi portatori d’energia inerte che rendono statici sia fisicamente che mentalmente, ostacolando la concentrazione e il progresso spirituale.
A questo proposito, il nostro "Centro Yoga" organizzerà nella seconda metà di gennaio 2011, una conferenza gratuita con il Naturopata Rocco Palmisano nella quale ci presenterà il libro "Il miracolo del pH alcalino" di Robert O. Young e ci parlerà di un suo progetto per un corso teorico/pratico sull'alimentazione alcalina. Tenete d'occhio le news poiché a breve troverete dettagliate informazioni sull'evento.
scarica l'articolo in formato pdf Yoga e alimentazione



YOGA e SCIENZA


La scienza occidentale ha analizzato con strumenti moderni un'antica disciplina, lo Yoga.
Da questo studio è risultato che esercizi compiuti nell'immobilità danno gli stessi effetti di alcuni sport più impegnativi. Per la prima volta lo Yoga è affrontato dal punto di vista del benessere verificato "scientificamente".

Nell'Istituto di "
Esercizio Fisico, Salute e Attività Sportiva" dell'Università di Milano è iniziata una vasta indagine finalizzata alla valutazione delle condizioni fisiche di alcuni insegnanti della Federazione Kriya Yoga che appplicano il metodo Maharishi Sathyananda. La ricerca tuttora in atto, coordinata dal professor Arsenio Veicsteinas specialista in Cardiologia e Medicina dello Sport, si pone come obiettivo di identificare e verificare se ed in quale misura lo Yoga garantisca il raggiungimento di una condizione ottimale di benessere psicofisico.

Le aspettative future sono di poter verificare e certificare i risultati di tali test scientifici mediante il confronto con gruppi di soggetti sedentari e con persone che praticano altre attività sportive a livello non agonistico. Se il gruppo di ricercatori troverà conferma alle loro ipotesi, è possibile che questa disciplina possa essere consigliata anche come metodo per il miglioramento delle condizioni di salute ad ogni età, anche avanzata, e per incrementare la densità minerale ossea, cosi prevenendo la "temutissima" osteoporosi nelle donne in età media e avanzata.

I test scientifici compiuti sugli insegnanti di Yoga, cavie vestite di rosso, hanno dimostrato che gli esercizi compiuti in totale immobilità sembrano dare gli stessi effetti delle più impegnative discipline sportive.

La silhouette fasciata di rosso è li, immobile, come scolpita nella pietra, senza nessun segno di fatica o di affanno, grazie ad un controllo completo della mente e del corpo.
Questo è lo Yoga, una parola dai tanti significati, unione, liberazione dal contatto col dolore, disciplina della mente; una pratica antica di millenni che suscita sempre più interesse del mondo scientifico occidentale.

"Esiste una grande differenza tra lo star bene e il non essere malati", sottolinea il Dr. Veicsteinas nell'intervista riportata da Newton. "Star bene è una conquista, il risultato di uno stile di vita in cui sono essenziali aspetti psicologici, fisici, nutrizionali. Perché allora non servirsi anche di pratiche tramandate nei secoli da diverse culture, purché verificate scientificamente?"
Ed ecco la ragione di questa indagine sullo Yoga, la prima ad affrontarlo dal punto di vista del benessere. Gli studi indiani, infatti, suscitano da sempre la diffidenza dei nostri scienziati. Tuttavia le ultime ricerche americane, pubblicate su riviste della medicina ufficiale, hanno confermato che lo Yoga offre benefici alla terapia farmacologia dell'ipertensione e del dolore nei malati di linfoma.

"I primi dati della ricerca", annuncia il Dr. Veicsteinas, "dicono che rispetto a quanti fanno una vita sedentaria, nelle persone che praticano Yoga da almeno quattro anni il grasso corporeo è ridotto del 40%, la massa muscolare è aumentata del 30-40%, le ossa sono più dense, la pressione sanguigna è più bassa".
In pratica, si tratta di risultati paragonabili a quelli ottenuti facendo con continuità attività sportiva. C'è però una differenza: nello Yoga ci si muove pochissimo, addirittura si sta immobili nelle diverse posizioni per la maggior parte del tempo, ma si impara a tenere sotto controllo il respiro e i muscoli.

Le "cavie", ossia gli insegnanti della Federazione Kriya Yoga, sono stati messi sul tapis roulant, con un apparecchio che registra il consumo di ossigeno e la frequenza cardiaca. Risultato: "Per esempio il circuito cuore-polmone-muscolo", dice Veicsteinas, "funziona meglio: il 20-40% in più rispetto ai valori di persone sedentarie dello stesso sesso e della stessa età. Altri volontari vestiti di rosso invece schizzano in alto sulla pedana in un perfetto salto da fermo. "Gli insegnanti", spiega il fisiologo, "rivelano una potenza muscolare massima, che coinvolge tutta la catena dei muscoli dalla testa ai piedi, superiore del 30-50%".

A Losanna, all'11° Congresso annuale degli Istituti di Medicina dello Sport, tenutosi il 5-8 luglio 2006, la dott.ssa Simona Boniello ha illustrato i risultati di test scientifici compiuti allo scopo di valutare la composizione corporea ed il profilo funzionale di un gruppo di insegnanti Yoga.

Sono stati posti a confronto un gruppo di insegnanti Yoga donna e un gruppo di controllo sedentari paragonabili per sesso, età, BMI (body mass index - rapporto tra peso corporeo in kg diviso il quadrato della statura in metri).

Durante lo studio sono stati valutati: la percentuale corporea di massa grassa (%FM), massa magra (%FFM), il consumo di ossigeno (VO2) la ventilazione polmonare (VE), la frequenza cardiaca (HR), la massima contrazione isometrica volontaria (MVC) e la massima potenza anaerobica (CMJ).

Al termine di questo studio scientifico si può concludere che le insegnanti di Yoga professioniste hanno dimostrato di possedere una massa grassa (% FM) significativamente inferiore rispetto al gruppo di confronto, ed una massa magra significativamente superiore (% FFM).

La pratica delle asana induce solo un lieve aumento del consumo di ossigeno (VO2) e della frequenza cardiaca (HR).

Il riscontro di una bassa frequenza cardiaca a riposo e di un relativamente superiore massimo consumo di ossigeno suggerisce che l’allenamento dell’Hata Yoga può migliorare la fitness aerobica.

Inoltre, la pratica dello Yoga nelle giovani donne incrementa sensibilmente la massima forza isometrica particolarmente negli arti inferiori; tuttavia questa forza non sembra esser convertibile in potenza esplosiva.

A prima vista non è molto chiaro in che modo una disciplina che consiste essenzialmente nell'assumere e mantenere particolari posizioni del corpo, stando immobili per qualche minuto, possa produrre risultati che si riscontrano in genere negli atleti.

"Addirittura", dice Veicsteinas, "abbiamo verificato che questo tipo di esercizi produce gli stessi effetti di sport completamente diversi, aerobici come il ciclismo e anaerobici come il sollevamento pesi e il lancio del giavellotto. Chi pratica le posizioni Yoga, le Asana, si serve del meccanismo energetico aerobico dello sport di resistenza, dove si usa ossigeno per la combustione di grassi e zuccheri; nello stesso tempo sfrutta anche il meccanismo anaerobico alatticido che dà la potenza esplosiva, quello del sollevatore di pesi o del calciatore quando tira la palla alla porta".

Ed è incredibile quali figure riescano a disegnare queste persone. Piegano la colonna vertebrale, flessibile come un giunco, per assumere la posizione della Ruota. Si trasformano in un Cobra con il tronco sollevato in procinto di colpire la preda. Diventano leggeri come una Piuma di pavone, con le gambe in alto e il corpo appoggiato agli avambracci.

Che cosa succede a muscoli e ossa sottoposti a queste sollecitazioni lo rivelano i risultati preliminari dello studio: "Le differenze sono significative e tutte in positivo", dice Veicsteinas. "Rispetto a chi conduce una vita sedentaria, la forza massima sviluppata dai muscoli degli arti inferiore è superiore del 30-40%", aggiunge.

"Ma soprattutto è come se, per fare un paragone, avessimo di fronte persone alte due metri: chi pratica lo Yoga è in qualche caso fuori dalla norma, avendo una densità minerale ossea superiore addirittura del 30% a quella di chi fa una vita sedentaria. Naturalmente ora dobbiamo escludere scientificamente se non si tratti piuttosto di condizioni casuali o ereditarie".

Solo dopo questi test si passerà alla fase finale dello studio: l'esame di un gruppo di donne di 40-50 anni, in zona menopausa, che non hanno mai fatto Yoga e un successivo controllo dopo un anno di pratica costante. Se i ricercatori troveranno conferma alle loro ipotesi, prevedono di utilizzare questa disciplina come metodo per favorire la densità minerale e prevenire l'osteoporosi, nelle donne ma anche negli uomini.

E' accertato che l'esercizio fisico gioca un ruolo fondamentale nel benessere delle persone. Come precisa il professor Veicsteinas, specialista in Cardiologia e Medicina dello Sport, "Il nostro organismo tende sempre all'equilibrio", e lo Yoga aiuta in questa ricerca di equilibrio e armonia.
"Gli effetti dell'esercizio", continua Veicsteinas, "proseguono anche a riposo. Sappiamo che durante l'attività fisica le cellule consumano più ossigeno e producono più radicali liberi. Ma nello stesso tempo si attiva anche un meccanismo di protezione che blocca la sovrapproduzione di radicali liberi. A lungo andare, questo effetto positivo permane anche a riposo".

"Chi fa Yoga, insomma, è in grado di allenare il corpo e la mente rimanendo immobile", afferma Simona Boniello, medico e insegnante della Federazione Kriya Yoga. "Impara a fare microcorrezioni delle posture scorrette. Certe posizioni come quella dell'Albero, richiedono un particolare equilibrio e migliorano la coordinazione neuromuscolare allenando il cervelletto, che ha il compito di controllare e movimenti".

"Il giocatore di basket", continua, "fa più tiri, così da dosare la giusta forza per centrare il canestro. Lo stesso avviene nello Yoga: la prima volta non si stacca il piede da terra, la seconda si barcolla ma poi il cervelletto invia ai muscoli il comando corretto e la persona riesce a stare in perfetto equilibrio in una posizione inusuale".
E l'organismo si "tara" su nuovi valori: la ventilazione polmonare passa da 6-8 litri al minuto a 15-20, la frequenza cardiaca da 60-70 battiti al minuto a riposo a 85-100, la pressione arteriosa resta bassa. Anche il modo di respirare cambia. Dice Guru Maharishi Sathyananda: "Quando il respiro si calma e diventa più lento, il controllo sul corpo è così forte che l'essere rilassati è una conseguenza automatica. Sappiamo che la mente influisce sul benessere del corpo, come afferma la medicina psicosomatica; con lo Yoga, invece, il benessere del corpo si riflette su quello della mente".

Fonte: "Gli atleti della meditazione" di Patrizia Giongo pubblicato sulla rivista Newton
scarica l'articolo in formato pdf Yoga e scienza




HOME | yoga | l'insegnante | massaggi | yoga in gravidanza | corsi | articoli | foto | il mio blog | contatti | link | NEWS | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu